Local Search di Google: tutto quello che c’è da sapere sull’algoritmo “opossum”

Giovedì, 22 Dicembre 2016 14:52

Local Search di Google: tutto quello che c’è da sapere sull’algoritmo “opossum”

Niente di nuovo sotto il sole: Google punta sempre di più sulle ricerche locali e l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo del motore di ricerca va proprio in questa direzione. Nessuna conferma ufficiale da parte del colosso californiano, eppure da settembre i risultati delle ricerche locali non fanno che cambiare e gli esperti di SEO preannunciano già un nuovo algoritmo di Google, battezzato per l’occasione “possum“, ovvero opossum. Continua a leggere per sapere come sfruttare al meglio gli effetti dell’ultimo aggiornamento di Google per il tuo sito web.

Perché opossum?

Chiariamo subito che Google non ha confermato nessuna modifica dell’algoritmo locale e pertanto il nome non è ufficiale ma è stato scelto da alcuni esperti di SEO. In particolare, il soprannome si deve a Phil Rozek, esperto in visibilità locale, che l’ha suggerito quando alcune aziende hanno iniziato a osservare che i propri siti erano scomparsi da Google My Business. In realtà non lo erano: stavano semplicemente “playing possum”, “facendo il morto”.

Google stava infatti filtrando gran parte dei risultati di Google My Business, mentre i titolari credevano che avesse direttamente eliminato i loro account. Si tratta di una nuova funzionalità di SEO locale che viene ad aggiungersi ai link e contenuti di qualità.

Che cosa cambia?

A quanto pare,l’aggiornamento incide direttamente sui risultati locali di Google Maps, modificando sia i primi 3 siti elencati (che prima erano 7), sia quelli mostrati cliccando su “Altri luoghi”. Come sempre succede, il cambiamento è visibile soprattutto nella SERP statunitense di Google, anche se si prevede un’applicazione graduale al resto di paesi ed è probabile che inizieremo presto a notarne l’impatto. È quindi il momento ideale per avvantaggiarsi prima dell’arrivo delle modifiche al SEO locale.

Più concretamente, sempre stando a quanto osservato nelle ultime settimane, l’algoritmo ha di fatto penalizzato i siti web che riportano lo stesso dominio o numero di telefono in Google My Business, i portali senza indirizzo e quelli la cui ubicazione non corrisponde alla ricerca effettuata dagli utenti.

Chi ne ha beneficiato?

Se alcuni siti hanno risentito delle modifiche alla Local Search, altri ne hanno giovato, guadagnandosi un posto nel 3-pack di Google da un giorno all’altro, per determinate ricerche. Ecco quali sono state le modifiche a livello di SEO.

Miglioramenti per le aziende ubicate nelle zone periferiche della città

Effettuando una ricerca per città su Google, succede talvolta che le imprese di periferia non appaiano tra i risultati perché, secondo il sistema di ubicazione di Google, si trovano in un’altra località.
Tuttavia, con il nuovo algoritmo di Google, i portali in questione hanno guadagnato posizioni automaticamente (a patto di avere già un buon posizionamento SEO, chiaramente) perché ora non vengono più esclusi dai risultati delle ricerche locali.

Filtro in base alla posizione per un’esperienza utente migliorata

Per le ricerche locali, inizialmente Google individuava e nascondeva i risultati duplicati analizzando il dominio e il numero di telefono. Ma con l’aggiornamento dell’algoritmo, Google filtrerà i risultati mostrando un solo sito anche nel caso in cui più account siano associati allo stesso indirizzo. Immagina ad esempio il caso di uno studio legale con avvocati specializzati in vari settori. Gli associati potrebbero decidere di creare un account per lo studio e uno personale per ogni branca: avvocato matrimonialista, penale, del lavoro, ecc. Oppure pensa a un ospedale privato in cui ogni medico possiede un ambulatorio personale.

Siccome per tutte queste attività la posizione e il sito internet sono gli stessi, Google le considera contenuto duplicato e le filtra, mostrando solo una delle opzioni per agevolare la ricerca locale. Mettiti nei panni dell’utente: ti sarebbe utile vedere tre o quattro risultati con lo stesso indirizzo? Probabilmente no.

Anche se questo tipo di filtro si applicava da tempo, ora interessa un numero crescente di aziende, perché Google sta migliorando i criteri di rilevamento di pagine duplicate per penalizzarle o favorirle nei risultati di SEO locale.

La posizione fisica dell’utente, un dato sempre più importante

I cambiamenti introdotti possono compromettere il SEO delle aziende che vendono fuori dall’ambito strettamente locale, anche se si tratta di regioni vicine (e, all’opposto, avvantaggiare le ditte locali). Google darà infatti la priorità ai commerci che si trovano vicino all’utente che ha effettuato la ricerca. I risultati di due ricerche identiche di tipo “servizio+città” non saranno gli stessi se ci troviamo in due città diverse.

Cercando ad esempio “avvocati+Roma”, otterremo una SERP diversa se effettuiamo la ricerca dalla capitale o da Milano, ad esempio, anche utilizzando le stesse parole chiave. Questo perché Google terrà conto innanzitutto dell’indirizzo IP dell’utente per conoscerne la posizione.

Lievi variazioni della parola chiave producono risultati diversi

Prima dell’aggiornamento dell’algoritmo, delle ricerche come “avvocati a Roma”, “Roma avvocati” o “avvocati Roma” producevano risultati molto simili, se non identici, e proponevano gli stessi siti web.

Con il nuovo algoritmo di Google invece, differiranno sia risultati che i siti mostrati nel 3-pack, per quanto simili siano gli input. Questo potrebbe far pensare che Google stia tuttora apportando delle modifiche per testare e migliorare l’algoritmo.

Risultati locali sempre più indipendenti da quelli organici

Sembrerebbe che, anche se Google identifica un sito come duplicato e lo filtra nei risultati di ricerca, l’URL in questione può comunque essere visibile nelle ricerche locali. In più, può succedere che alcuni siti siano mostrati due volte, sia nei risultati normali che nei primi 3 della ricerca locale, perché il loro funzionamento pare sia indipendente, procurando così una doppia visibilità all’impresa titolare.

 

Fonte : https://www.prestashop.com/blog/it/local-search-google-tutto-ce-sapere-sullalgoritmo-opossum/

 

KOUMA di Elia Koukakis

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